Josephine Harild
Tre figli, una carriera piena e un allenamento che tiene insieme tutto

Josephine ha 31 anni, è mamma single di Suri, Cali e Lelu, e lavora tra fotografia, video, contenuti e modeling. Le sue giornate sono piene ancora prima che arrivi l'allenamento. Non aspetta la motivazione, sa bene che va e viene, e costruisce invece sulla disciplina, perché è ciò che si presenta quando nient'altro lo fa.
Dove pratichi e com'è quello spazio?
«La maggior parte dei miei allenamenti è in palestra, ma passo molto tempo all'aperto a correre e pedalare. Cambio ambiente a seconda di ciò di cui hanno bisogno corpo e mente quel giorno: una palestra piena, una strada tranquilla in bici, un posto calmo per lo stretching. E uso molto la casa: da mamma non posso sempre uscire, e così i bambini possono unirsi.»
Com'è una sessione tipo?
«Una settimana tipo sono cinque o sei allenamenti di forza, da tre a cinque corse, bici quasi ogni giorno. Alcune sessioni servono a spingere i miei limiti e costruire forza; altre sono più lente: yoga, mobilità, recupero. I progressi arrivano bilanciando intensità e riposo.»
Cosa ti ha avvicinata al tipo di movimento che pratichi?
«Ho sempre voluto scoprire di cosa è capace il mio corpo. Il movimento mi dà sicurezza, resilienza e lucidità. Mi piace mettermi alla prova fisicamente perché mi mette alla prova anche mentalmente. Ogni allenamento è un'occasione per diventare più forte, non solo nel corpo, ma nel modo di pensare.»
Cosa significa per te la costanza?
«Non è perfezione. È esserci, anche nei giorni in cui la motivazione non c'è. La disciplina è diventata uno dei miei valori più forti: non faccio affidamento sulla motivazione, perché va e viene. Costruisco abitudini che sostengono la persona che voglio diventare. L'obiettivo è sempre essere la versione migliore di me, nel corpo e nella mente.»
Una cosa che hai sempre vicino quando ti muovi?
«Una bottiglia d'acqua, le cuffie e un atteggiamento positivo.»
C'è altro che vorresti far sapere?
«Il movimento è più del fitness. È cura di sé, rispetto di sé, crescita. Da mamma single con una carriera piena, mi ricorda che prendermi cura di me mi permette di esserci meglio per le persone che amo. Vorrei che gli altri vedessero la disciplina non come una restrizione ma come libertà: la libertà di diventare la versione più forte, più sana e più felice di sé.»
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