Adriana Dicu
Il movimento come cura

Adriana è la fondatrice di M.I.A.M.O Fitness Studio, un piccolo spazio in Italia dedicato al movimento consapevole, alla forza, al Pilates e al benessere personale. Insegna come pratica: con attenzione, capacità di adattarsi e la profonda convinzione che il modo in cui ti muovi plasmi il modo in cui ti senti nel tuo corpo.
Dove pratichi e com'è quello spazio?
«Pratico nel mio studio, M.I.A.M.O Fitness Studio, uno spazio piccolo e accogliente dedicato al movimento consapevole, alla forza, al Pilates e al benessere personale.
È uno studio intimo che ho creato perché le donne si sentano al sicuro, viste e guidate. L'atmosfera è calma, pulita e femminile, ma anche forte e concreta. Mi piace pensarlo come uno spazio in cui le donne possono ritrovare il proprio corpo senza pressioni, confronti o giudizi.»
Com'è una tua sessione tipo?
«Una sessione tipo inizia sempre con l'ascolto: come si sente la persona quel giorno, di cosa ha bisogno il suo corpo e su cosa vogliamo lavorare.
Di solito unisco Pilates e allenamento funzionale, adattando tutto alla persona che ho davanti. Il mio obiettivo non è far “allenare duro” qualcuno, ma aiutare le persone a muoversi meglio, sentirsi più forti, migliorare postura, mobilità, stabilità e sicurezza.
Ogni sessione ha una struttura chiara, ma anche spazio per gli aggiustamenti. Il corpo non è mai uguale ogni giorno, e la pratica deve rispettarlo.»
Cosa ti ha avvicinata al tipo di movimento che pratichi?
«Sono sempre stata attratta dal movimento che crea consapevolezza, non solo fatica.
Il Pilates mi ha insegnato l'importanza del controllo, del respiro, della postura e della precisione. L'allenamento funzionale e di forza mi ha insegnato quanto sia potente per una donna sentirsi capace, stabile e forte nella vita di tutti i giorni.
Con il tempo ho capito che il movimento non riguarda solo l'estetica. È un modo per prendersi cura di sé, per sentirsi a casa nel proprio corpo e costruire sicurezza dall'interno.»
Cosa significa per te la costanza nella pratica?
«Per me la costanza non significa fare tutto alla perfezione.
Significa tornare a te stessa, ancora e ancora. Anche con pratiche brevi, anche nelle giornate piene, anche quando la motivazione è bassa.
Credo che la costanza diventi più facile quando il movimento è vissuto come cura, non come punizione. Per questo incoraggio sempre routine sostenibili: qualcosa di realistico, delicato quando serve, più intenso quando è possibile, e in sintonia con la vita reale.»
Una cosa che hai sempre vicino quando ti muovi?
«Un tappetino.
Sembra semplice, ma per me rappresenta l'inizio di ogni pratica. Un piccolo spazio dove fermarti, respirare, muoverti, ripartire e ritrovare il tuo corpo.»
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